Primo piano

Al primo piano sono rievocati gli interni di una dimora patrizia feltrina come doveva apparire nei secoli passati.
Nel grande salone centrale il bel pavimento presenta lo stemma di Feltre fatto realizzare a tarsia marmorea da Alberto Alpago-Novello, così come la decorazione sottotrave con stemmi delle famiglie cittadinesche feltrine.
Alle pareti sono appesi i Ritratti del canonico Bernardo Cantoni e del musicista Giovanni Battista Maffioletti realizzati dal pittore feltrino Giovanni D’Antona, il Baccanale attribuito ad Antonio Maria Marini (1668-1725), i Profeti Isaia e Geremia attribuiti a Pier Francesco Mola (1612-1666) e il S. Pietro di Gregorio Lazzarini (1655-1730). Degno di nota il mobilio finemente intagliato: inginocchiatoi e una coppia di cassettoni del Seicento.
Su uno di questi è appoggiata la scultura lignea del putto con cigno dovuta a Valentino Pancera Besarel (1824-1902). Si tratta di un elemento del modello di fontana commissionata nel 1863 dal Comune di Feltre, del quale sono conservati in Museo la base riccamente intagliata, con motivi ornamentali vegetali e geometrici e lo stemma della città di Feltre, una sirena a tutto tondo, due pannelli con divinità fluviali e due con delfini.

Un pannello effigiante il dio marino Nettuno è usato nella saletta “stile impero” come copri camino sormontato dal grande olio su tela di Pio Sanquirico (1847 – 1900) Panfilo Castaldi riceve le patenti per stampare con caratteri mobili da Galeazzo Sforza, dopo avergli spiegato la sua invenzione.
Nella stessa sala, che, oltre a mobili di gusto retour d’Egypte, presenta il fortepiano Bartolomeo Cosner, sono esposti i tre ritratti di Giacomo Dei, di Chiara Angarano Dei e di giovane dama, opera di Teodoro Matteini (1754 – Venezia). Vi sono inoltre una statua a mezzo busto di stile neoclassico di Domenico Carli (1829-1912) effigiante La contessa Luigia Rusconi Villabruna e un ritratto ottocentesco di Anna Villabruna, madre di Jacopo Dei, opera di Carlo Bevilacqua.

Due sale sono dedicate al settecento: vi sono disposti mobili e sedie, per lo più di fabbricazione veneta, tra i quali spiccano due cassettoni, una preziosa console barocca, intarsiata e dorata, due bureaux in radica di noce, un trumeau, decorato nell’interno con lacca a damascatura e pietre dure e tre grandi e fastose specchiere della prima metà del secolo.
Tra le opere pittoriche sono esposti un delicato Ritratto di gentildonna di anonimo veneto del XVIII secolo, una tela di Domenico Falce (Feltre 1619-1697) con la Veduta di Feltre, una Madonna in gloria tra San Luigi Gonzaga e S. Ignazio (XVIII sec.), un San Domenico che brucia i libri profani (XVIII sec.), copia da Sebastiano Ricci e una Dama sorretta da due damigelle della cerchia di Pietro Longhi.
Particolarmente suggestiva la sala che riproduce una caratteristica cucina feltrina con utensili d’uso quotidiano e secchi di rame, alcuni del Seicento. I mobili sono di epoche diverse. Al centro della stanza è collocato un tavolo ovale con cornice a dentelli del XVII sec. corredato da sedie dei sec. XVI e XVII. Attira gli sguardi l’armadio in abete, settecentesco, di fattura artigianale dipinto con tralci di fiori, foglie e uccelli su fondo verde pastello. Interessanti anche le cassapanche: una del XV sec. in noce bombato presenta sulla parte frontale due stemmi circolari, molto consunti, di casa Lusa e un bordo dipinto con sangue di bue. Una seconda del XVIII sec. in abete è decorata a motivi floreali, geometrici e presenta la figura di un gentiluomo. Di valore storico il cassone in noce massiccio (sec. XV) che costituiva l’antica cassaforte del Duomo. Peltri e ceramiche decorano il caminetto che ha al suo interno, tra gli altri utensili, alari e pinze da cialda del ‘500.

Domenioco Falce Intero non tirato
Domenico Falce, Veduta di Feltre, Museo Civico

Contatti

via Lorenzo Luzzo, 23 – 32032 Feltre (BL)

M: museo@comune.feltre.bl.it
Conservatore: t.casagrande@comune.feltre.bl.it
T: +39 0439 885241/242
F: 0439 885246

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