Piano terra

Il percorso nella nuova sezione archeologica del Museo civico inizia nella saletta dedicata al periodo pre romano dove, accanto ad iscrizioni in caratteri retici, compaiono oggetti d’uso venetici rinvenuti sul territorio: morsi di cavallo emersi dal cimitero urbano, una dracma venetica di imitazione massaliota e un coltello in bronzo e ferro. Plinio il Vecchio qualificava l’area occidentale della provincia, facente capo a Feltre, come oppidum (centro) retico, al pari di Trento e Berua, antico e ancor misterioso centro abitato. Gli scavi compiuti nei pressi del Duomo hanno intercettato strutture abitative di tipo seminterrato e consentito il recupero di frammenti di vasellame ceramico dove è forte la componente retica. Tuttavia l’osmosi culturale, favorita dall’ubicazione della città in un’area di raccordo, doveva essere notevole già durante l’età del ferro.

Nella sala successiva sono esposte le principali testimonianze della piccola statuaria dell’antica Feltria. Si tratta di reperti caratterizzati da una pregevole fattura che dovevano abbellire le ricche dimore della città romana, ma anche edifici pubblici. La Fontanella, rinvenuta nel 1926 in via Mezzaterra, probabilmente ornava con i suoi zampilli un elegante giardino, come la statua di Satiro della quale si conserva la testa, dall’enigmatico sorriso, trovata poco distante nel 1935. Il busto di efebo, copia romana del Narciso di Policleto, fu scoperto nel 1986, murato nei palazzetti Bovio-Da Comirano. Deriva forse da un sarcofago il bassorilievo con un muscoloso satiro di provenienza ignota, mentre la Maschera comica venuta alla luce nel 1903 presso il convento delle Dimesse, a fianco dell’Ospedale di Ognissanti, è stata associata a un teatro.
La riduzione del pavimento della sala ha messo in luce alcune suggestive tracce delle murature dell’edificio gotico e un vano ad arco ribassato, testimonianze della fisionomia precedente l’incendio che devastò la città di Feltre nel 1510.

Una parata di sei capitelli ionico italici in pietra tenera di Vicenza databili al I secolo a.C. accoglie il visitatore nel salone d’ingresso. Uno di essi venne rinvenuto in via Bernardino-angolo via Cornarotta durante i lavori per la costruzione degli uffici della Tipografia Castaldi nel 1935. Gli altri cinque affiorarono nel 1978 in via Cornarotta, nell’area di palazzo Bilesimo, durante i lavori per la costruzione di un garage. Assieme al capitello corinzieggiante del I sec. d.C. rinvenuto in Piazza Duomo durante i lavori di sistemazione della piazza nel 1926, offrono l’idea di come dovevano essere gli edifici pubblici nella città romana.

Nella sala dedicata ai culti è possibile ammirare la monumentale statua di Esculapio in marmo greco, emersa durante gli scavi sul sagrato del Duomo nel 1974, che costituisce oggi la più grande rappresentazione del dio della medicina di tutta l’Italia centro-settentrionale ed è uno dei pezzi più iconici del Museo civico archeologico. Accanto ad essa l’ara votiva all’antichissima dea delle origini di Roma, Anna Perenna.

Quando nel 39 a.C. Feltria divenne municipium, alla città fu assegnato un vasto territorio da amministrare che comprendeva gran parte della Valbelluna e quasi l’intera Valsugana. L’appartenenza di quest’ultima all’ager feltrino è testimoniata da un scritta scolpita ad oltre 2000 metri d’altezza sul Monte Pergol, nella catena del Lagorai. Nella sala dedicata alla geopolitica viene spiegata l’organizzazione amministrativa ed economica, quest’ultima basata principalmente sul commercio del legno e della lana. Si spazia dalla base di statua a Gaio Firmio Rufino, patrono del collegio dei fabri (artigiani), dei dendrophori (commercianti di legnami) e dei centonarii (fabbricanti di stoffe) di Feltre e di Berua, a quella che, menzionando un lascito in memoria del ricco Ostilio Flaminino, ricorda il giorno natale della città. Particolarmente curiosa la vicenda del pretoriano Lucio Oclazio Florentino ricordato in una iscrizione lapidea rinvenuta dopo la disastrosa alluvione del luglio 1564 tra le ghiaie del torrente Colmeda e, al tempo stesso, in una stele emersa lungo la via Cassia, conservata al Museo nazionale romano alle Terme di Diocleziano di Roma e concessa in prestito per l’occasione.

Contatti

via Lorenzo Luzzo, 23 – 32032 Feltre (BL)

M: museo@comune.feltre.bl.it
Conservatore: t.casagrande@comune.feltre.bl.it
T: +39 0439 885241/242
F: 0439 885246

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