30/05/2020 - 30/09/2020 Dianora Marandino. Trame di colore.

Marandino su sito

Nell’autunno 2019 Antonia Guarnieri, figlia maggiore dello scrittore, critico letterario e docente universitario Silvio Guarnieri, ha donato alla Galleria d’arte moderna «Carlo Rizzarda» 58 capi d’abbigliamento ideati da Dianora Marandino, nome ben noto nella moda degli anni ’50 e ’60, e dipinti a mano dalle ragazze del suo laboratorio.

Gli abiti, sorprendenti per fantasia cromatica e motivi decorativi, vennero donati ad Antonia direttamente da Dianora, con lo scopo di custodirli. Una giacca di foggia orientale era appartenuta a Brunetta Ricci Gherardini.

Antonia dodicenne conobbe la stilista e il marito, il pittore Enzo Faraoni, nel 1955 a Feltre, quando il padre organizzò alla galleria Al Sole, una mostra sull’artista fiorentino, incontrato nel 1945 in una trattoria a Firenze, mentre era in compagnia di Carlo Emilio Gadda e Piero Santi. In seguito, nel 1958, approfondì la conoscenza di Dianora in Versilia, dove le famiglie trascorrevano l’estate in case vicine. Silvio Guarnieri è stato ospite dei coniugi Faraoni a Firenze e a sua volta li ha accolti in casa sua a Feltre. Antonia, che frequentava l’università a Pisa, spesso nel fine settimana andava da loro e, insieme, partivano per gite alla scoperta di antichi borghi in Toscana e nelle regioni vicine, affascinati soprattutto dagli Etruschi. Nel libro Casa Dianora ha rievocato un soggiorno di dieci giorni, immersa nella natura, tra cani, gatti e merli, nel podere di Impruneta, affidatole in occasione di un viaggio in Germania di Enzo e Dianora con l’architetto Luigi Zangheri.

Antonia riconosce all’amica il merito di averle fatto scoprire la natura, completandone in un certo qual modo l’educazione, e scrive: «E ora Dianora mi risvegliava a un diverso atteggiamento, a una diversa sensibilità, e in questa nuova percezione io aprivo gli occhi, e mi pacificavo, non più inseguita, non più incalzata, non più braccata, ma in armonia con tutte le manifestazioni della vita, delle piante, degli animali, e finalmente dell’uomo».

Alla base della donazione vi è dunque una lunga frequentazione, uno stretto legame, e la volontà di rendere omaggio all’amica di lunga data, alla sua intelligenza, sensibilità e creatività, facendola conoscere anche nella città delle radici, Feltre.

La donazione degli abiti dipinti a mano, ideati da Dianora Marandino, si inserisce in una panoramica sulle arti decorative già avviata nei musei civici cittadini, ampliando il discorso verso i tessuti e l’abbigliamento, settori ben rappresentati nelle rassegne artistiche cui prese parte Carlo Rizzarda negli anni Venti: Biennali di Monza e di Venezia e Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi. Basti pensare ai ricami di Alma Fidora, ai tessuti di Marcello Nizzoli, Guido Ravasi e Piero Persicalli, ai tessuti d’arte di Fortunato Depero, ai tappeti di Giacomo Balla, ai costumi di Mario Cito Filomarino ed Enrico Prampolini.

Con la raccolta degli abiti di Dianora Marandino si va oltre, negli anni ’50 e ’60, proprio nel periodo di massima vivacità dell’ambiente artistico feltrino con la personalità trainante di Tancredi Parmeggiani e i suoi contatti internazionali.

Le Trame di colore di Dianora Marandino attingono, oltre che alla natura, all’antichità e alla ceramica popolare, all’arte contemporanea e la richiamano. Vi si colgono rimandi alle ricerche dei gruppi Forma 1 con Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato e Astrattismo classico con Gualtiero Nativi, Vinicio Berti, Alvaro Monnini, Bruno Brunetti e Mario Nuti.

La donazione e la mostra s’inseriscono dunque senza forzature nei contenuti già presenti nella Galleria, rinnovando inoltre l’attenzione su Silvio Guarnieri e sulla sua cerchia di frequentazioni. A lui, “Testimone di forma”, è stata dedicata una delle sale, che nel 2010 ne ha ospitato la mostra bibliografica e documentaria curata da Nicoletta Trotta e, per volontà delle figlie Adriana, Antonia e Valeria, il Museo ne custodisce parte dell’archivio personale. Tra le opere di artisti amici del letterato, da lui presentati e inseriti in un’inedita raccolta di profili critici, compaiono le acqueforti di Enzo Faraoni, coniuge e per cinquant’anni compagno di vita e d’arte di Dianora Marandino. Si può dire che i due si ritrovino simbolicamente ancora una volta tra le mura di palazzo Cumano.

L’esposizione propone un itinerario nell’universo creativo di Dianora attraverso 58 capi d’abbigliamento disseminati nelle sale, accanto a suoi esperimenti pittorici, pochi invero perché non si è mai considerata una pittrice e ha sempre lasciato questo mestiere al marito, e a riproduzioni fotografiche che spaziano dalle fonti d’ispirazione ai bozzetti, dal laboratorio tessile alle sfilate. Non mancano Ritratti di Dianora di Guido Borgianni ed Enzo Faraoni ed Autoritratti di quest’ultimo. Protagoniste assolute, enfatizzate dall’allestimento bianco, sono però le tinte, luminose e seducenti nel loro fondersi con le fibre di cotone, negli accostamenti insoliti ed eleganti carpiti alla natura, le Trame di colore di Dianora Marandino.

📌Orari Galleria Rizzarda: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 (dal martedì alla domenica e festivi). Aperto anche il 1 giugno.

👉MODALITA’ DI ACCESSO: In ottemperanza alle norme su contenimento del virus, sarà consentita la presenza contemporanea di non più di 20 persone (massimo 2 o 3 per sala, a seconda delle dimensioni delle stesse).
I visitatori dovranno presentarsi all’ingresso muniti di mascherina e troveranno poi dei percorsi “guidati” per evitare contatti o assembramenti.

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