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Vetri veneziani. La collezione Carla Nasci - Ferruccio Franzoia

La raccolta di vetri veneziani esposti nelle sale 13, 14 e 15 è stata creata da Carla Nasci e Ferruccio Franzoia in oltre trent’anni di passione collezionistica e nel dicembre 2018 è stata donata al Comune di Feltre per la stabile esposizione nella Galleria Rizzarda.
L’allestimento è stato curato dall’architetto Ferruccio Franzoia, allievo di Carlo Scarpa e già artefice nel 2000 dell’assetto espositivo del Museo.
Il percorso segue un itinerario “capriccioso”, sulla falsariga delle scelte qualitative e di gusto personale che hanno ispirato la genesi della collezione. Il nucleo iniziale della raccolta ebbe origine da un forte interesse per gli anni ’20, per quella temperie così ben rappresentata nella Galleria Rizzarda: dai ferri battuti alle opere d’arte acquistate da Carlo Rizzarda per la sua villa milanese in via Castel Morrone, il tutto confluito nel palazzo Bellati-Villabruna-Cumano per volontà testamentaria. Questa Galleria è sempre stata considerata da Ferruccio Franzoia una sorta di «museo di famiglia» perché Carlo Rizzarda era fratello di sua nonna Amelia e quindi gli è parso naturale ampliare un’iniziativa già intrapresa da lui.
La sua iniziativa risponde alla volontà di Rizzarda che nel testamento lasciò scritto: «…per arricchire la raccolta stessa e si darà sempre preferenza d’acquisto di oggetti d’arte decorativa moderna…».
La prima sala è dedicata all’esposizione della produzione della ditta costituita nel 1921 da Giacomo Cappellin e Paolo Venini, la Vetri Soffiati Muranesi Cappellin-Venini & C. Figura centrale è quella di Vittorio Zecchin, primo direttore artistico della ditta.
I modelli da lui creati continuarono ad essere prodotti dalle ditte nate dallo scioglimento del sodalizio tra Cappellin e Venini.
La produzione della due manifatture, la Maestri Vetrai Muranesi Cappellin & C. e la Vetri Soffiati Muranesi Venini & C., è documentata nella seconda sala. Qui sono esposti oggetti riferibili alla presenza a Murano di Carlo Scarpa che nel 1926 iniziò con Cappellin una collaborazione durata fino al fallimento della ditta nel 1931. In seguito Carlo Scarpa passò alla Venini dove rimase fino alla cessazione dell’attività per cause belliche nel 1943 e per un breve periodo nel dopoguerra fino al 1947.
Oltre alle opere di Scarpa la sala ospita esemplari della produzione Venini degli anni tra il 1925 e il 1960 e una miscellanea di prodotti di altre ditte attive in laguna e di alcuni autori significativi che testimoniano l’alta qualità diffusa che caratterizza la produzione muranese anonima.
Si incontrano vetri disegnati da personalità fra loro profondamente dissimili, ma accomunate dalla profonda conoscenza della tradizione vetraria muranese unita alla capacità di declinarla con originalità e con soluzioni innovative quali Napoleone Martinuzzi, Tomaso Buzzi, Tyra Lundgren, Paolo Venini, Massimo Vignelli, Fulvio Bianconi, Toni Zuccheri, Tobia Scarpa, Alfredo Barbini, Archimede Seguso, Flavio Poli, Tapio Wirkkala, Guido Balsamo Stella, Giuseppe Barovier e Guido Bin, pseudonimo di Mario Deluigi. Non mancano contemporanei come Alessandro e Laura Diaz de Santillana, Sergio Asti, Heinz Oestergaard, Luciano Gaspari, Maria Grazia Rosin, Cristiano Bianchin e Michela Cattai.
Il terzo e ultimo settore, che corrisponde alla conclusiva sezione del catalogo, è dedicato ai vetri da mensa. Si tratta di oggetti di consumo, destinati ad un uso effimero e pertanto la sezione offre un’importante testimonianza di gusto e costume. Gran parte dei pezzi in collezione fanno riferimento ai modelli creati da Zecchin negli anni ’20. Sono documentati esempi di vetri veneziani di età precedente, come un insieme di vetri Luigi XVI in cristallo sfaccettato con decorazioni in oro ed una campionatura di bicchieri storicistici con decoro a smalti policromi o incisi a ruota. Sono presenti anche cristalli da tavola di produzione non muranese di gusto Belle Époque e alcuni esempi di cristalleria boema commercializzati a Venezia dalla Compagnia Venezia e Murano.
Non poteva mancare una testimonianza dell’arte musiva muranese rappresentata da due Ritratti femminili realizzati da Salviati su cartone di Giovanni Ottolini (Venezia 1855-1938).
Anche i disegni progettuali originali, inseriti nella boiserie all’ingresso, appartengono alla collezione Carla Nasci-Ferruccio Franzoia.
Nelle sale sono state presentate alcune opere pittoriche: Natura morta – Armonia di Oscar Sogaro (Dolo 1888-Venezia 1967), che ritrae una serie di vetri anni ’20 tra i quali il celebre vaso Veronese, e Natura vergine di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927-Roma 1964), artista feltrino legato a Venezia che nelle sue tele spesso trasfonde la cangiante luce e le trasparenze della laguna.
Un inedito ritratto di Ferruccio Franzoia è offerto dalla video installazione di Luca Rento (Feltre 1965), che ha caldeggiato e per certi versi ispirato la donazione al Museo.

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Contatti

via Paradiso, 8 – 32032 Feltre (BL)

 

M: museo@comune.feltre.bl.it
Conservatore: t.casagrande@comune.feltre.bl.it
T: 0439 885234/242
F: 0439 885246

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