Le sezioni della mostra

La pittura murale

La sezione, nella sala Silvio Guarnieri, al piano terra della Galleria Rizzarda, ripercorre l'attività di Walter Resentera come «pittore di muraglie»

Il periodo milanese

Walter Resentera giunse a Milano nel 1928, ventunenne, e vi rimase fino al 1966, quando abbandonò il capoluogo lombardo per Monza.

La biografia

Nella sezione ospitata al piano ammezzato trovano posto documenti e foto, provenienti per lo più dal Fondo Walter Resentera

L'attività di illustratore

Parallelamente all'attività di cartellonista Walter Resentera negli anni Trenta svolse un'intensa attività in campo editoriale come illustratore

L'attività di cartellonista

Nella sezione ospitata al piano ammezzato trovano posto documenti e foto, provenienti per lo più dal Fondo Walter Resentera

Walter Resentera/Marcello Dudovich

Il maestro, l'allievo e il suo fantasma

ilustri_modelli

Illustri modelli

La sezione, ospitata al terzo piano della Galleria Rizzarda, propone una selezione di opere di maestri

galleria_rittratti

Galleria di ritratti

La sezione ospitata al terzo piano della Galleria Rizzarda propone una selezione di ritratti di amici e familiari di Walter Resentera






La pittura murale

La sezione, nella sala Silvio Guarnieri, al piano terra della Galleria Rizzarda, ripercorre l'attività di Walter Resentera come «pittore di muraglie».
L'esperienza nel campo iniziò nella sala mensa del Circolo Ufficiali di Verona (1927-1928), della quale resta solo la testimonianza di una piccola foto sbiadita. Seguirono poi le collaborazioni con Marcello Dudovich nella decorazione murale a tempera della mensa e del locale ristoro del nuovo palazzo romano del Ministero dell'Aeronautica (1931-1933) e in quella a tempera del bar dell'aeroporto Enrico Forlanini di Milano Linate (1937).
L'esposizione illustra, con l'ausilio di un video documentario, le tre maggiori imprese decorative dell'artista: gli affreschi del giardino d'inverno della Birreria Pedavena e della volta della sala macchine della Centrale idroelettrica di Soverzene e il fregio della sala macchine della Centrale idroelettrica di Somplago. Il processo ideativo di questi lavori viene ripercorso ed illustrato in mostra attraverso i bozzetti preparatori.

L'affresco del giardino d'inverno della Birreria Pedavena (BL)

Il dipinto di Pedavena, commissionato dal fondatore della Birreria,  Giovanni Luciani, e avviato nel 1940, rappresentò la prima decorazione parietale importante realizzata da Resentera in piena autonomia ideativa. Il soggetto attinge alle leggende dolomitiche raccolte da Karl Felix Wolff e confluite nei volumi I Monti Pallidi e Il Regno dei Fanes. Nella scelta del tema un ruolo determinante ebbe il sotteso riferimento alla cultura del paese d'origine della famiglia Luciani. Le storie illustrate che, con la loro avvincente narrazione, trasportano lo spettatore in un vortice di storie, intrighi, battaglie, magie, oltre i confini di spazio e di tempo, spiegano l'origine di fenomeni o elementi tipici dell'ambiente dolomitico. Dalla prima scena, all'estrema sinistra, ispirata al racconto Il lago dell'arcobaleno, che illustra l'origine dei singolari colori dello specchio d'acqua del Carezza, si passa a citare la vicenda de I fiori del Lagorai, attraverso l'immagine della sfortunata protagonista, Dina di Lagorai. Viene descritta poi la battaglia dei Fanes contro i popoli vicini, tratta  dall'articolata saga Il Regno dei Fanes, con l'incontro della principessa Dolasilla e dello scudiero Ey de Net. La fantasia ideativa di Resentera attinge al racconto I Monti Pallidi, che spiega l'origine del colore chiaro delle Dolomiti, e alla vicenda di Re Laurino, alla base del fenomeno dell'enrosadira. Resentera narra la storia de La regina dei Crodères, contrapponendo l'incombente figura fluttuante del Vento delle Tempeste a quella della sovrana Tanna, idolo di pietra di sironiana memoria.


Sfilano di seguito i protagonisti dell'episodio de La moglie  dell'Arimanno e di quello de

Le Nozze di Merisana con il sontuoso corteo nuziale popolato da personaggi della buona società feltrina e pedavenese.  L'artista riprende in un'istantanea i fondatori della Birreria, Luigi e Sante Luciani, Manlio Pat ed Edoardo Luciani, il commendatore Giovanni Luciani, la nipote Maria Elisa Luciani e Felice Luciani. Conclude infine la carrellata sulle leggende dolomitiche con la rievocazione della vicenda de La pittrice del Monte Faloria, impersonata dall'artista feltrina Carmìna Bovio, intenta a dipingere un quadro sulla facciata di una casa rossa.
Il pittore tornò a lavorare nella birreria nei maturi anni '50 quando realizzò la decorazione del soffitto della sala mescita, dove, rappresentò il trionfo del mitico re delle Fiandre Gambrinus, ritenuto l'inventore delle birra.

La volta della sala macchine della Centrale idroelettrica di Soverzene (BL)
Tra il 1951 e il 1953 Walter Resentera intraprese la realizzazione dell'affresco della volta della sala macchine nella Centrale idroelettrica di Soverzene. La monumentale struttura, intitolata ad Achille Gaggia, presidente della S.A.D.E. tra il 1943 e il 1953, venne progettata nel 1939 dagli ingegneri Mario Mainardis e Carlo Semenza e dall'architetto Giuseppe Mignozzi secondo le norme del razionalismo funzionalista degli anni Trenta. L'affresco di 1500 metri quadrati, sull'ampio soffitto della sala macchine, presenta un'illusionistica intelaiatura di ispirazione razionalista, che ricrea sopra gli enormi alternatori color cinabro, una volta a botte ripartita in comparti rattangolari da una fittizia membratura in cemento armato. La composizione è dominata, al centro, da un ampio occhio circolare, all'interno del quale campeggia la figura di un toro bianco, emblema della forza dinamica e selvaggia del fiume Piave, risorsa di prosperità e benessere economico se dominata dall'ingegno tecnico umano. Il gruppo principale è preceduto dalle personificazioni allegoriche delle tre virtù morali della Concordia, della Liberalità e della Previdenza, contrapposte all'oscurità dei tre vizi, Discordia, Avarizia e Sperpero.  In volo, quasi staccandosi dalla volta dipinta, si librano i tre Geni alati. Lungo il margine del grande occhio centrale volteggiano le Scienze, custodi dello sviluppo tecnologico ed industriale, mentre dal lato opposto emergono le personificazioni delle Scienze non ancora rivelate. Lungo gli scomparti laterali Resentera inserisce, nei vani rettangolari, le varie discipline dello scibile umano: Fisica Nucleare e Chimica, Geografia e Geologia, Geometria e Matematica. Nell'area a destra della volta sono inserite le personificazioni degli elementi naturali: il Vento, reso nella maniera più realistica possibile, il Sole, nelle sembianze del dio Apollo, affiancato da due maestosi cavalli bianchi al galoppo e il gruppo figurativo dell'Acqua e delle Intemperie. L'ala destra dell'affresco si conclude con le personificazioni dell'Alba e del Tramonto.






Il periodo milanese



resentera Walter Resentera giunse a Milano nel 1928, ventunenne, e vi rimase fino al 1966, quando abbandonò il capoluogo lombardo per Monza.
Nel capoluogo lombardo, nel febbraio 1929, Resentera incontrò Marcello Dudovich, divenendone presto stretto collaboratore e sposandone nel 1935 l'unica figlia, Adriana.
Nella città meneghina l'artista frequentò la storica trattoria gestita dalla famiglia Pepori, in via Bagutta, dal marzo 1931 all'aprile 1952, come attesta la sua firma sugli ironici menù disegnati da Vellani Marchi. Nel 1936 ne decorò le pareti assieme allo stesso Vellani Marchi, Novello, Semeghini, Gianni Colognese, Ottavio Steffenini, Palazzi ed Enzo Morelli.
Nel 1937, oltre ad aver collaborato con Marcello Dudovich nella decorazione del bar dell'aeroporto Enrico Forlanini di Milano Linate, Resentera contribuì alla consueta asta di opere messe all'incanto per finanziare il premio letterario e nel marzo del 1938, in occasione dell'annuale Veglione dei giornalisti organizzato durante il carnevale ambrosiano, partecipò con altri artisti di Bagutta alla decorazione della sala da ballo del cinema teatro Odeon. Nei decenni tra le due guerre gran parte dei membri del gruppo dei 'baguttiani' collaborarono a «La Lettura», rivista illustrata d'arte e cultura del «Corriere della Sera» per la quale, dal luglio 1934 al gennaio 1936 Resentera disegnò alcune copertine e illustrazioni per pagine interne.
Fu probabilmente grazie ai rapporti di amicizia tra Dudovich e l'industriale Senatore Borletti, fondatore nel 1917 della Società anonima La Rinascente e presidente del grande magazzino milanese, che Resentera venne coinvolto nella mostra L'Art Italien des XIX et XX siècles al Jeu de Paume des Tuileries di Parigi nel maggio 1935.
Nel 1947 l'artista firmò due manifesti pubblicitari per La Rinascente identici, tranne che per la scritta Upim. Mare, monti, campagna e La Rinascente. Mare, monti, campagna.
Nella sala del tè della nuova sede de La Rinascente, in piazza del Duomo, Resentera realizzò una decorazione murale sul tema della danza. Per la famiglia Borletti-Brustio Resentera curò il restauro degli affreschi a tema mitologico nell'appartamento di rappresentanza al piano nobile del seicentesco palazzo Durini, sede del 'Circolo La Rinascente', e nel 1964 venne invitato da Cesare Brustio a decorare gli ambienti della villa 'La Motta' a Monate di Varese.
Il pittore di origine feltrina realizzò il grande affresco nella sala assembleare della nuova sede del Collegio imprese edili ed affini della Provincia di Milano, inauagurata nel luglio 1953. Entro la trama simbolica del ponteggio sviluppò il programma iconografico prescelto: la storia secolare del cantiere del Duomo di Milano narrata evocando i potenti che lo vollero e lo promossero accanto agli architetti e alle maestranze che lo edificarono.
Sono di poco successive alla decorazione murale per il Collegio le vedute della città eseguite per le dodici tavole che illustrano il calendario 1957.
Attorno alla stesso decade sembra potersi collocare il disegno raffigurante un angelo inginocchiato in preghiera entro una centina, probabile bozzetto per un'opera destinata a un'edicola del cimitero milanese, forse una vetrata.
Grazie all'antica amicizia che lo legava a Giuseppe Novello, codognese di nascita, nel 1967 Resentera partecipò al «Concorso per la dipintura a fresco di una Via Crucis nel Sagrato della Chiesa di S. Maria delle Grazie in Codogno», vinto da Luigi Filocamo e da Silvio Consadori. Il progetto di Resentera è rappresentato da uno dei bozzetti a tempera con la scena della Deposizione.
Nella sezione l'attività milanese di Resentera è documentata attraverso l'alternanza di foto, numerosi bozzetti e opere, come l'olio su tela di Bernardino Palazzi Il Bagutta.






La biografia



resentera

Nella sezione ospitata al piano ammezzato trovano posto documenti e foto, provenienti per lo più dal Fondo Walter Resentera, confluito nel 2016 nella Galleria d'arte moderna «Carlo Rizzarda», che illustrano la vicenda biografica, i rapporti familiari ed artistici di Walter Resentera. Si spazia dalle immagini dell'infanzia e giovinezza tra Seren del Grappa e Pedavena alle istantanee dell'ambiente milanese, dai quadretti familiari con la consorte Adriana Dudovich alle foto in compagnia del maestro e suocero Marcello Dudovich. Particolare rilievo viene dato alle numerose lettere autografe, cartoline e biglietti che approfondiscono la personalità e le relazioni dell'artista: da Dudo a Silvio Guarnieri, da Anselmo Bucci e Giuseppe Novello, da Giorgio Brustio a Nando Salce.






L'attività di illustratore



resentera in bici

Parallelamente all'attività di cartellonista Walter Resentera negli anni Trenta svolse un'intensa attività in campo editoriale come illustratore, ideando e realizzando copertine per diversi libri, arricchendoli, talvolta, con illustrazioni nel testo e collaborando con i suoi disegni ad alcune delle più importanti riviste della prima metà del '900. Oltre alle già citate due testate «La lettura» e, «L'Illustrazione Italiana», Resentera intervenne anche in altre riviste edite a Milano: «Il Milione», «Il Secolo XX°», «La Donna», «L'Almanacco della Gazzetta dello Sport», «La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia», «Le Grandi Firme», «L'Illustrazione del Medico». L'opera grafica di Resentera,  rappresentata in mostra da un'adeguata scelta di riviste e cartoline, si estende, anche al settore del libro illustrato con uniformità di stile e un linguaggio sempre riconoscibile, legato con immediatezza alla tipologia testuale e volto a fornire al lettore un volto ai personaggi e un ambiente per il racconto. 






L'attività di cartellonista



resentera in bici

In mostra viene presentata una selezione dei più rappresentativi manifesti murali, anche in bozzetto, provenienti dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dall'Archivio Resentera, dalla Civica Raccolta di Stampe Achille Bertarelli di Milano, dall'Archivio Storico FIAT, dalla collezione Dino Villani di Milano e Gian Paolo Resentera di Schio, che illustrano l'evoluzione artistica di Resentera: dalla locandina d'esordio per i dischi Homocord del 1930 alle ultime realizzazioni del 1972-73 (Centenario Corpo degli Alpini e Presolana) passando per i manifesti per i costumi Dazza (1932), i cappelli Borsalino (1933), Carlo Erba e Natale di Roma XIII-Festa del Lavoro (1935), e le Carte da parati Gattino (1940 ca.). Alcune affiches sono firmate da Marcello Dudovich, ma sono riconducibili a Resentera con certezza. Un importante nucleo è dedicato alla comunicazione di regime fascista prestando attenzione, in particolare, al linguaggio utilizzato e ai meccanismi psicologici posti in atto tanto nei manifesti (Milano 23 marzo 1919-23 marzo XIV Federazione fasci di Combattimento; Natale di Roma XIV. Festa del lavoro 24 maggio 1915 / 9 maggio XIV del 1936 e Roma-Berlino, 1937) che nelle riviste («La Lettura», «L'Illustrazione italiana»).






Walter Resentera/Marcello Dudovich



resentera Il maestro, l'allievo e il suo fantasma Nella mostra è affrontato il complesso rapporto di magistero e di reciproca influenza con uno dei protagonisti del Novecento italiano, il pittore-cartellonista, nonché, dal 1935, suocero, Marcello Dudovich, nell'«intricato groviglio delle collaborazioni familiari». Accomunati, per quanto riguarda le affiches, dalla prediletta linea grafico-pittorica, tra i due si instaurò uno stretto rapporto di collaborazione. Tra di essi intercorse uno stimolante dialogo tanto che, spesso, Resentera giunse a convincere il maestro a conferire maggiore plasticità, secondo i dettami novecentisti, alle eleganti silhouettes bidimensionali da novella Belle Epoque. Talvolta Dudovich gli faceva realizzare i bozzetti che, eventualmente, ritoccava o approvava in pieno, firmandoli poi come unico autore. La collaborazione riguardò anche decorazioni parietali, quali la sala mensa e il bar del Ministero dell'Aeronautica a Roma. In mostra, oltre a opere che illustrano come i due si vedevano reciprocamente, è presentata una selezione di tempere di Dudovich, tra le quali alcune inedite messe a disposizione da collezioni private feltrine, di Schio, di Milano e Crema, oltre a dipinti prestati dal museo Revoltella di Trieste.




Illustri modelli



La sezione, ospitata al terzo piano della Galleria Rizzarda, propone una selezione di opere di maestri ai quali Resentera ha fatto riferimento nell'ambito della pittura murale e che, volontariamente o meno, ha citato nei suoi affreschi. Si tratta di Massimo Campigli, di Mario Sironi e di Achille Funi. Le tre figure degli operai edili nella Sala delle assemblee della sede milanese dell'Associazione delle imprese edili e complementare della Provincia di Milano «si pongono come simbolo atemporale del lavoro e del cantiere edile» e consentono un raffronto con la tela I costruttori di Massimo Campigli del 1928, oggi al MART di Trento-Rovereto, tema reiterato nell'omonimo affresco del 1937 per il Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Una visione corale e la giustapposizione di piani si riscontrano nella decorazione per l'atrio del Liviano, fin dai bozzetti del 1938, e nel bozzetto per la decorazione del Teatro Imperiale dell'E42 di Roma nel 1939-1941, rievocato dalla tela Concerto del Museo Rimoldi di Cortina anche se cromaticamente sono lavori distantissimi dall'opera di Resentera. Nelle scelte cromatiche è piuttosto possibile ritrovare «echi della grande lezione sironiana: le figure della vetrata romana La Carta del Lavoro (1931-1932), la tela monumentale per il Palazzo delle Poste di Bergamo Il lavoro in città (o L'Architettura) (1932-1934), il mosaico L'Italia corporativa (1936-1937)». Di quest'ultimo giunge in mostra da collezione privata romana il Grande bozzetto dell'Italia corporativa. Resentera, sia nell'affresco di Pedavena, sia nell'affresco dell'Associazione delle imprese edili, ha presente Achille Funi, l'altro gigante dell'arte murale fra le due guerre. Nel primo caso intervengono le suggestioni degli affreschi della Sala dell'Arengo del Municipio di Ferrara. Nel secondo non si può escludere l'ispirazione dell'affresco L'Allegoria delle trattative commerciali nelle varie epoche, sulla parete maggiore della Sala del Consiglio della sede milanese del Banco di Roma, in piazza Edison, del quale uno dei bozzetti a tempera è presente in mostra.





Galleria di ritratti



La sezione ospitata al terzo piano della Galleria Rizzarda propone una selezione di ritratti di amici e familiari di Walter Resentera. Naturalmente portato a ritrarre volti e fisionomie, cogliendo sfumature caratteriali e stati d'animo, l'artista ha spesso utilizzato come modelli tanto negli affreschi quanto nei manifesti, personaggi realmente esistenti, sia appartenenti all'entourage familiare, sia conoscenze occasionali che presentavano qualche caratteristica affine al soggetto da interpretare. La metodica di «trar di naturale», anziché di «far di maniera» era tipica del maestro Marcello Dudovich, che mostrava l'esigenza «di non lavorare mai “a memoria”, ma di riferirsi sempre e comunque al modello in carne e ossa, precettando alla bisogna familiari, amici, conoscenti occasionali e, si capisce, modelle propriamente dette» e Resentera l'aveva fatta propria. Il ritratto come genere a sé venne praicato da Resentera sopratutto negli anni '60 per esigenze di vendita in quanto particolarmente richiesto dai committenti. La stessa giornalista e critico d'arte Liana Bortolon consigliava i lettori di Gente di farsi ritrarre dall'artista. In una sorta di album dei ricordi compaiono i ritratti dei fraterni amici Vittore Antonello e Silvio Guarnieri, con le sue figlie, della moglie Adriana Dudovich e della cerchia dei più stretti conoscenti.